Giulia mi ha convinto così:

Giulia mi ha convinto così:"Ale ascolta i tuoi amici, puoi benissimo farli felici, vogliamo solo foto e ricette e risparmiaci le paginette, così non devi essere spiritosa... ma una cuoca fantasiosa. Quanto ci vuole perchè ti convinci? Accontentaci, perdinci!"



mercoledì 15 aprile 2015

uova in cocotte con asparagi e crudo croccante

Parenti strette delle uova in camicia che ho già postato qui e qui, le uova in cocotte sono cotte al forno, a bagnomaria, nello stesso recipiente in cui si servono. Molto carine da presentare, si prestano ad infinite varianti. Basta avere delle piccole cocotte da forno e un po' di fantasia.
Oggi le ho provate con asparagi, porri e prosciutto crudo.




Per due cocotte:
2 uova 
80 g di porro 
80 g di gambi di asparagi (le punte tenetele da parte per la prossima ricetta)
10 g di burro
20 g di parmigiano grattugiato
una fetta di prosciutto crudo
olio e.v.o., sale, pepe nero
due fette di pane integrale ai cereali

Affettate finemente porro e asparagi, rosolateli in padella dolcemente con due cucchiai di olio d'oliva, salate e cuocete qualche minuto sempre a fuoco basso mescolando di tanto in tanto.
Imburrate le due cocotte e cospargetele con la metà del parmigiano.
Distribuite gli asparagi sul fondo creando un incavo, rompete le uova e disponetene una in ogni cocotte, salate, pepate e completate col parmigiano. 
Mettete le cocotte in una teglia sul cui fondo avrete sistemato due fogli di carta assorbente da cucina. Servirà per tenere le cocotte ferme durante la cottura. Riempite la teglia con acqua calda fino a metà dell'altezza delle cocotte.
Infornate in forno già caldo a 180° per 15' circa. L'albume dovrà essersi appena rappreso.
Scaldate la padella in cui avete cotto gli asparagi senza aggiungere altro olio, tagliate il prosciutto a striscioline e passatelo in padella fino a farlo diventare leggermente croccante (attenti a non bruciarlo però).
Servite le uova col prosciutto e con una fetta di pane integrale. tostata.

martedì 7 aprile 2015

insalata di ceci, fragole e rabarbaro

Cielo grigio e freddo invernale. Non se ne può proprio più!! Allora via con colori accesi e sapori freschi che invoglino a tornare ad un'alimentazione più sana dopo gli eccessi degli ultimi tempi. 
Questo piatto mi ha messo di buon umore: rabarbaro e fragole, un abbinamento classico che qui vi propongo in una versione salata un po' insolita. 



Per due persone:
100 g di ceci secchi
1 piccola cipolla
1 foglia di alloro
80 g di orzo perlato (o grano saraceno per la versione gluten free)
100 g di rabarbaro
100 g di fragole
30 g di uvetta
un mazzetto di spinacini
2 cucchiai di olio d'oliva
2 cucchiai di aceto di mele
sale

La sera prima mettete i ceci in ammollo.
Scolate i ceci sciacquateli e cuoceteli in abbondante acqua fresca, uno spicchio di cipolla e una foglia di alloro. Alla fine, quando saranno teneri salate.
Scolateli e lasciateli raffreddare. 
Cuocete l'orzo o il grano saraceno in abbondante acqua salata. Scolatelo e lasciatelo raffreddare.
In una ciotola riunite l'orzo (o grano saraceno), i ceci, le fragole tagliate in quarti, il rabarbaro a fettine sottili, gli spinacini interi.
Fate rinvenire l'uvetta nell'aceto leggermente scaldato, aggiungete l'olio e una presa di sale e mescolate bene.
Condite l'insalata con la vinaigrette e lasciate insaporire al fresco (ma non in frigo) per un'ora circa.
Potete anche cucinare i ceci e l'orzo (o il grano) il giorno prima. In questo modo la preparazione dell'insalata sarà velocissima!!

Se vi piacciono i legumi in insalata date un'occhiata alle altre ricette: ceci con riso selvaggio e fagiolinilenticchie e riso venereinsalata di lenticchie e mango.

sabato 4 aprile 2015

sbriciolata integrale alle nocciole con ricotta e cioccolata

Una frolla sbriciolata che profuma di nocciole e racchiude un morbido e goloso ripieno alla ricotta. Buona Pasqua a tutti voi!




330 g di farina di grano tenero integrale
70 g di nocciole
125 g di burro
130 g di zucchero di canna
2 uova battute
un pizzico di sale
500 g di ricotta di pecora (ben scolata
70 g di zucchero semolato
100 g di cioccolato fondente al 60% 
(o 70 g di mirtilli rossi essiccati)

In una ciotola setacciate la farina, aggiungete lo zucchero, il burro, leggermente ammorbidito tagliato a pezzetti e il sale.
Lavorate con la punta delle dita gli ingredienti fino a quando la farina avrà inglobato il burro. Poi aggiungete le uova poco alla volta fino a formare delle briciole di impasto.
Ungete uno stampo da crostata con olio e cospargetelo con pangrattato. Disponete poco meno della metà delle briciole di frolla in maniera uniforme sul fondo della teglia, senza pressare. Sbriciolate gli amaretti con le mani e ricoprite il fondo di frolla. Serviranno ad assorbire l'eccesso di umidità rilasciato dalla ricotta.
Con una forchetta mescolate la ricotta allo zucchero e mettetela sulla frolla a cucchiaiate, lasciando un cm libero tutto intorno. Schiacciatela col dorso di un cucchiaio per distribuirla uniformemente. 
Tritate grossolanamente il cioccolato e distribuitelo sulla ricotta.
Con le briciole restanti coprite il ripieno, inserendole anche tra la ricotta e il bordo.
Infornate in forno già caldo a 180° (nella parte più bassa del forno) per circa 30'.
Sfornatela e lasciatela raffreddare completamente prima di sformarla.
Se preferite potete realizzare anche delle tortine monoporzione.
Qui con i mirtilli rossi essiccati al posto del cioccolato.





martedì 31 marzo 2015

quinoa con gamberi, mango e cedro

Finalmente il sole dopo un inverno insolitamente piovoso per la nostra città. Mette voglia di piatti colorati e freschi. Per festeggiare, la mia amata quinoa (mi piace in tutte le salse) con gamberi, cedro (me ne hanno regalati tre enormi e mi chiedevo giusto come utilizzarli), mango (in realtà volevo mettere il più scontato avocado ma una volta aperto mi sono accorta che non era per nulla buono), erba cipollina (della piantina che miracolosamente sopravvive in balcone) e un pizzico di pepe rosa.


Per due persone:
120 g di quinoa
100 g di gamberetti già sgusciati
100 g di polpa di mango
100 g di cedro
qualche filo di erba cipollina
una presa di pepe rosa
sale
2 cucchiai di olio
il succo di un lime

Sciacquate bene la quinoa sotto l'acqua corrente (eliminerete così la saponina che le conferisce un sapore leggermente amaro) poi cuocetela in abbondante acqua salata per circa 10' o comunque fino a quando la vedrete gonfia e il germoglio sarà fuori. 
Scolatela bene e lasciatela raffreddare.
Nella stessa pentola cuocete per 2' i gamberi in acqua bollente salata, scolateli e teneteli da parte.
Tagliate il mango a dadini e il cedro a fettine sottili (con tutta la buccia) e poi a bastoncini.
In una ciotola mescolate la quinoa con il mango, il cedro, l'erba cipollina tagliata finemente (io uso le forbici), il pepe rosa schiacciato. Emulsionate olio, succo del lime e un pizzico di sale, battendo bene con una forchetta. Condite la quinoa e lasciate insaporire in luogo fresco per un'ora.

Se vi piace la quinoa troverete altre ricette  qui,quiqui... e  qui!!

martedì 17 marzo 2015

tarte con composta di rabarbaro, mele e pecorino

Tutta colpa di Flavia!!! Dopo avere sfornato e pubblicato tatin a più non posso (qui, qui e qui) cosa sceglie lei come tema della sfida dell'MTC di marzo??? La brisée di Michel Roux e quindi quiche, tatin, tarte salate.....Per questo mi scuso con voi se ancora una volta mi presento con una torta salata ma non è colpa mia, sono stata obbligata.
E poi al banco frutta e verdura ho visto una cosa che noi umani palermitani mai avremmo pensato di poter trovare: IL RABARBARO!!
Il rabarbaro, questo sconosciuto, lo avevo avuto tra le mani una sola volta, qualche anno fa, regalo di un'amica tornata da Londra. Ci avevo preparato una composta con le fragole poi mai più visto se non in foto. Troppo golosa l'occasione per lasciarmela sfuggire e quindi Flavia.... (un po' di arruffianamento può essere utile) questa rarità è per te!!


Per la pasta brisée di Michel Roux riporto la ricetta scritta da Flavia (è strepitosa!!!!):


250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo
Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso.
-La Pasta Brisée si conserva benissimo in un contenitore a chiusura ermetica, per una settimana in frigo e fino a tre mesi in freezer.

Per la composta di rabarbaro:
300 g di rabarbaro
150 g di zucchero grezzo di canna

1 mela golden
130 g di pecorino toscano
pepe nero appena macinato
20 g di pistacchi tritati grossolanamente

Sciacquate bene gli steli di rabarbaro, eliminate le estremità se rovinate e tagliatelo in tronchetti. Metteteli in pentola con lo zucchero e cuocete a fuoco moderato mescolando di tanto in tanto per circa 15'.
Stendete la pasta brisée a 3 mm circa di spessore e foderate una teglia rettangolare 10 cm per 30 cm (vi avanzerà un po' di pasta. Conservatela per delle tartellette). Passate il mattarello lungo i bordi per eliminare la pasta in eccesso e ottenere dei bordi uniformi. Tenete la teglia in frigo fino al momento di infornarla. L'impasto manterrà meglio la sua forma se passato in forno da freddo.
Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e coprite con un foglio di carta forno. Riempite con fagioli o riso e infornate a 200° per 15'. Eliminate la carta (e i fagioli) e infornate per altri 15'.
Nel frattempo sbucciate la mela, eliminate il torsolo e affettatela.  Tenete le fette in acqua acidulata. Tagliate a fettine anche il formaggio.
Tirate fuori il guscio di brisée dal forno. Ricoprite il fondo con la composta di rabarbaro e poi alternate fettine di mela e formaggio. Completate con il pepe nero e i pistacchi. Infornate per 10' . I sapori si amalgameranno e il formaggio fonderà leggermente.
Lasciate intiepidire e poi sformate. Sarà più facile se userete una teglia col fondo rimovibile. Servitela appena tiepida o a temperatura ambiente.





Con questa ricetta partecipo all'MTC di Marzo!!






venerdì 13 marzo 2015

spaghetti di riso con favette e funghi cremini

Gli spaghetti di riso mi piacciono perchè sono velocissimi da preparare: 3 minuti in acqua bollente, verdure, carne, pesce nel wok per un paio di minuti e il pranzo è servito! Ve li ho già proposti in un insolito abbinamento gamberi-gaspacho e oggi vi invito a provarli in versione vegetariana con funghi e favette.


Per 2 persone:
120 g di spaghetti di riso
200 g di fave già mondate
la parte verde di un cipollotto fresco
1 peperoncino verde
2 funghi cremini
2 cucchiai di olio e.v.o.
sale
2 cucchiai di salsa di soia (senza glutine)
erba cipollina

Cuocete le fave per 3' in acqua bollente salata, scolatele ed eliminate la buccia esterna.

Private il peperoncino dei semini e dei filamenti e affettatelo finemente insieme al cipollotto. Tagliate i cremini in pezzi non troppo grossi.  Portate a bollore dell'acqua salata in una pentola, spegnete e calate gli spaghetti. Lasciateli nell'acqua per 3'. Mettete a scaldare l'olio nel wok (o in una padella poi scolate gli spaghetti e trasferiteli nel wok insieme alle verdure e alla salsa di soia. Saltateli per un paio di minuti e servite ben caldi con l'erba cipollina fresca  appena tagliata.




oggi è il Gluten Free(Fri)Day


giovedì 12 marzo 2015

tatin con indivia, noci e gorgonzola

Un abbinamento classico per la terza e ultima (per il momento..) tatin salata: indivia belga, noci e gorgonzola :




Due cespi di indivia
60 g di gorgonzola piccante
5 noci
burro per la teglia
sale
pepe nero
una dose di pasta brisée (ricetta qui)


Lavate i cespi di indivia dopo aver eliminato, solo se necessario, le foglie esterne.
Cuoceteli per 5' in acqua bollente salata poi scolateli e asciugateli bene con carta assorbente.
Imburrate una teglia da crostata da 24 cm di diametro, tritate grossolanamente i gherigli di noce e disponeteli sul fondo, poi tagliate l'indivia in tronchetti alti circa 3 cm cercando di mantenerne la forma e disponeteli sulle noci  cercando di non lasciare spazi se non quello da mezzo centimetro lungo tutto il bordo per inserire la brisée. Pepate.
Sbriciolate il gorgonzola e distribuitelo sull'indivia.
Stendete la pasta brisée a 3 mm di spessore (il diametro dovrà essere di un paio di cm più grande di quello della teglia) e coprite il ripieno inserendola tutta intorno tra il ripieno e i bordi.
Pressate con il palmo della mano per compattare bene il ripieno e tenete in frigo fino al momento di infornarla.
Potete prepararla anche il giorno prima e tenerla ben sigillata in frigo.
Infornate a 200° per circa 20' fino a quando sarà ben dorata.
Capovolgetela sul piatto di portata e gustatela tiepida.


domenica 8 marzo 2015

crostoni di pane con pere grigliate e caprino

Dopo le lenticchie con le verdure confit e crema di melanzane, una golosissima idea per l'aperitivo, sempre da Plenty di Ottolenghi con qualche piccola modifica!


Per due persone:
4 fette di pane integrale ai cereali
10 g di pinoli
2 cucchiai di olio e.v.o.
1 spicchio di aglio
1 pera abate matura
1/2 cucchiaino di zucchero
il succo di mezzo limone
sale, pepe nero macinato
60 g di caprino fresco
menta fresca

Accendete la piastra. L'ideale sarebbe la bistecchiera elettrica a doppia piastra che si usa per i panini, in mancanza va bene una piastra in ghisa da porre sul fornello.
Togliete il torsolo alla pera con l'attrezzo apposito oppure con un coltellino a lama sottile ben affilato e tagliatene 8 fettine con tutta la buccia.
Irroratele col succo di limone e con lo zucchero. Aggiungete un pizzico di sale e mescolate bene.
In una ciotolina o nel mortaio spremete l'aglio (o tritatelo finemente), aggiungete i pinoli, un pizzico di sale e pestate con un pestello aggiungendo a filo l'olio (nel caso di quantità maggiori potreste frullare gli ingredienti).
Tostate leggermente le fette di pane e poi le fette di pera, girandole delicatamente con una pinza in modo da avere le righe su entrambi i lati.
Spalmate sulle fette di pane la cremina di pinoli e aglio, disponete su ogni fetta due fette di pera, completate con il formaggio sbriciolato, una presa di pepe e passate i crostini per un minuto sotto la piastra regolata ad un' altezza tale da non toccare il formaggio. In mancanza della piastra doppia passateli in forno caldo per un paio di minuti.
Servite immediatamente con qualche fogliolina di menta.

venerdì 6 marzo 2015

lenticchie con crema di melanzane arrosto

Tra una tatin e l'altra una ricetta gluten free tratta dal libro Plenty di  Yotam Ottolenghi per il Gluten Free(fri)Day.
Il libro è una raccolta di ricette vegetariane di una bontà e di una bellezza incredibile. Comprato ieri, oggi ho già provato due ricette apportando piccole modifiche dettate dall'assenza di qualche ingrediente e dalla scelta di velocizzare/semplificare alcune modalità di cottura.
Questa è la prima!



Per due persone:
100 g di lenticchie (io di Ustica)
1 melanzana
2 carote
1 costa di sedano
1/2 cipolla bianca
1 foglia di alloro
2 rametti di timo fresco
1 cucchiaio di aceto di vino rosso
2 cucchiai di olio e.v.o.
6 pomodorini ciliegia
1 cucchiaino da caffè di zucchero di canna
aneto fresco
sale e pepe nero macinato
2 cucchiai di yogurt greco

Mettete a bagno le lenticchie per un paio d'ore.
Accendete il grill del forno. Punzecchiate con i rebbi della forchetta la pelle della melanzana, asportate il peduncolo e infornatela per circa un'ora, girandola di tanto in tanto. 
Tagliate a metà la melanzana e svuotatela della polpa, strizzatela bene, frullatela con 1/2 cucchiaio di aceto, una presa di sale e mescolatela allo yogurt.
Eliminate il grill e regolate il forno in funzione ventilata a 150°.
Scolate le lenticchie dall'ammollo e mettetele in una pentola con abbondante acqua fresca, la foglia di alloro, le foglioline di timo, una carota e metà del sedano tagliati in piccoli pezzi e la cipolla tritata.
Cuocete fino a quando le lenticchie saranno tenere (ma non disfatte). Ci vorranno circa 20'-30'. Salate.
Scolatele, conditele con un cucchiaio di olio e 1/2 cucchiaio di aceto e tenetele da parte.

Nel frattempo tagliate i pomodorini in quarti, la carota e il sedano restanti a rondelle. Cospargeteli con lo zucchero, poco sale e irrorate con un cucchiaio di olio.
Infornate per circa mezz'ora, fino a quando i pomodorini saranno appassiti.

Mescolate le verdure confit alle lenticchie e servitele con la crema di melanzane e yogurt, aneto fresco e abbondante pepe nero.

Con questa ricetta (finalmente dopo tanto tempo) partecipo al 100% Gluten Free(fri)Day!! 


mercoledì 4 marzo 2015

Tarte tatin salata parte seconda: spinaci e buche de chevre

Niente da invidiare alla versione con gli scalogni in agrodolce postata qualche giorno fa, anzi, ad essere sincera forse questi sono i gusti che preferisco. 
Adoro il sapore deciso del formaggio di capra, soprattutto quelli leggermente stagionati come il buche (è quello a forma di tronco con la crosta bianca per intenderci...). Ideale nelle insalate o sui crostini di pane tostati, magari con un filo di miele sopra e un gheriglio di noce.....o in una tatin con gli spinaci!



250 g di spinaci mondati
2 cucchiai di olio e.v.o.
2 cucchiai di pinoli
250 g di buche tagliato a fette alte 1/2 cm
una dose di brisée (ricetta QUI)

Tritate grossolanamente gli spinaci. In una larga padella scaldate l'olio, aggiungete i pinoli e fateli dorare leggermente. Aggiungete gli spinaci, cuoceteli giusto il tempo di farli appassire e salate.
Imburrate leggermente uno stampo da crostata da 24 cm di diametro. 
Disponete sul fondo gli spinaci, coprite con le fette di formaggio e infine con un disco di pasta brisée stesa a 2-3 mm di spessore col mattarello su un piano leggermente infarinato. Inserite la pasta tra il condimento e i bordi della teglia, pressate leggermente per compattare il ripieno e infornate in forno già caldo a 200° per 25' circa o comunque fino a doratura.
Tirate fuori dal forno e sformate in un piatto da portata e gustatela tiepida.



domenica 1 marzo 2015

Tartes tatin salate in tre puntate: oggi scalogni e uvetta!

Finalmente mi sono svegliata dal letargo. Oggi a Palermo dopo settimane di pioggia e buio è spuntato finalmente il sole e ho ricominciato a cucinare. Qualche giorno fa un'amica mi ha chiesto la ricetta per una tatin ai carciofi e ho riflettuto sul fatto che in vita mia non avevo mai preparato una tatin dolce o salata che fosse. Gravissima lacuna!!! Subito al lavoro quindi! Avevo troppe idee in testa e avrei voluto realizzarle tutte insieme, immediatamente!
Invece, per cominciare, mi sono accontentata di tre versioni salate: scalogni in agrodolce, spinaci e chevre, indivia belga e gorgonzola.




Ho preparato un'unica brisée, uguale per tutte e ho realizzato delle minitartes per provare i gusti ma soprattutto per non avere troppa roba da smaltire. Le miniporzioni soddisfano la mia voglia di cucinare senza dover mangiare troppo ;)
Comincio da quella agli scalogni perchè è la prima che mi è venuta in mente pensando alla classica tatin dolce che prevede un caramello.
Per le altre ce la fate ad aspettare qualche giorno?



dosi per una tatin da 24 cm
Per la pasta brisée:

200 g di farina 00
100 g di burro
acqua q.b.
una presa di sale

Per il ripieno:
15 scalogni
3 cucchiai di zucchero di canna
5 cucchiai di aceto balsamico
3 cucchiai di uvetta gigante
40 g di burro (più un po' per la teglia)


Preparate la brisée impastando velocemente la farina con il burro ben freddo tagliato a dadini e tanta acqua fredda quanto basta per ottenere un panetto liscio dalla consistenza un po' più morbida di una frolla.

Avvolgetelo nella pellicola (che sia senza PVC mi raccomando) e tenetelo in frigo almeno per il tempo della preparazione degli altri ingredienti (potete prepararla anche il giorno prima).
Mettete l'uvetta in acqua tiepida per qualche minuto.
Mondate gli scalogni e cuoceteli in acqua bollente salata per 5'. Poi scolateli e passateli in padella con il burro e l'uvetta ben strizzata. Salate. Nella stessa padella aggiungete lo zucchero e l'aceto e fateli andare a fiamma alta fino a quando lo zucchero si sarà sciolto e il composto sarà diventato sciropposo
Imburrate una teglia da 24 cm di diametro, versate sul fondo lo sciroppo, disponete sopra gli scalogni (con la parte bombata in basso) e l'uvetta, lasciando mezzo cm libero tutto intorno.
Coprite con un disco di brisée stesa ad uno spessore di due-tre mm, inserendola nello spazio lasciato libero dal ripieno.
A questo punto potete metterla in frigo e cuocerla dopo qualche ora o anche il giorno dopo (io ho fatto così) oppure tenerla in frigo giusto il tempo di portare il forno alla temperatura di 200°.
Cuocetela per circa 20' o comunque finchè dorata in superficie.
Giratela mentre è ancora ben calda per evitare che lo sciroppo di aceto solidifichi e renda difficile (se non impossibile) sformare la tatin.
Buon appetito e alla prossima tatin (spinaci e chevre?)





N.B. il numero di scalogni è indicativo. Dipende chiaramente dalla loro grandezza. Devono essere di numero sufficiente a ricoprire interamente (insieme all'uvetta) il fondo della teglia senza che rimangano spazi vuoti (a parte ovviamente il bordo di mezzo cm)

martedì 24 febbraio 2015

"bacio" alle mandorle e melograno

Meglio tardi che mai! Sarà questo tempo uggioso che non ci vuole proprio abbandonare e che mi mette di malumore ma di sperimentare cose nuove e postarle sul blog per ora non ne ho proprio voglia. Ho bisogno di stimoli nuovi e meno male che c'è l'MTC che mi "obbliga" a creare qualcosa di nuovo almeno una volta al mese. 
Tema del mese di febbraio, proposto da Annarita è il cioccolatino simbolo degli innamorati in tutte le sue varianti possibili e immaginabili.  
Il mio ha un gusto classico, mandorle e liquore con una piccola novità (almeno per me) rappresentata dai chicchi di melograno disidratati, acquistati tempo fa a Istanbul e mai assaggiati (la confezione era ancora sottovuoto).
Un morbido ripieno con la dolcezza della pasta di mandorle, il sapore acidulo del melograno disidratato e una piccola nota alcolica, racchiuso in un croccante guscio di purissimo cioccolato fondente al 64%.


Per 15 cioccolatini:
100 g di mandorle pelate
80 g di zucchero a velo
10 g di acqua
25 g di melograno disidratato (se non lo trovate usate dei mirtilli rossi)
50 g di cointreau (o altro liquore a vostra scelta)
250-300 g circa di cioccolato fondente di ottima qualità

Mettete il melograno in un bicchiere. Scaldate leggermente il liquore e versatelo sul melograno. Lasciate riposare.
Riducete le mandorle in polvere. Se trovate della buona farina di mandorle già pronta potete usarla ugualmente.
Mescolate bene in una ciotola la farina di mandorle, lo zucchero a velo e l'acqua.
Aggiungete il melograno ben strizzato e amalgamatelo bene impastando con le mani.
Prelevate piccole quantità di composto e formate delle palline grosse quanto una noce. Poi modellate la parte superiore in modo tale da dare al composto la forma classica del "bacio".
Tritate il cioccolato (io lo taglio con un coltello a lama pesante cercando di ridurlo in scaglie sottili che fonderanno più facilmente).
Per il temperaggio del cioccolato ho utilizzato il metodo dell'inseminazione descritto da Annarita così:
"Esiste anche il Temperaggio per inseminazione che consiste nel far fondere a 45°C ¾ del cioccolato che intendete utilizzare. Aggiungete poi il quarto, tagliato a pezzetti e mescolate con una spatola facendolo così sciogliere tutto; man mano che mescolerete, la temperatura scenderà arrivando alla giusta saturazione, di cristalli stabili. Con questo metodo non serve scendere sotto la temperatura di lavorazione (che deve essere di 31°) e riscaldare nuovamente. Attenzione a filtrare con un colino fine per catturare eventuali pezzetti non sciolti."
E' il metodo più pratico per chi non dispone di un ripiano in marmo ed è anche molto semplice. Avrete bisogno soltanto di una ciotola e di un termometro (si trovano ormai ovunque - all'Ikea ne hanno uno meraviglioso che uso anche per i lievitati).
Io ho quindi sciolto 3/4 del cioccolato al microonde ma potete scioglierlo anche a bagnomaria (che è poi il modo più corretto) facendo attenzione a che l'acqua sottostante non raggiunga mai il bollore e che non entri in contatto con il cioccolato. Mescolate molto bene fino a quando si sarà sciolto del tutto, poi aggiungete il quarto tenuto da parte e mescolate fino a quando si sarà del tutto sciolto. Controllate la temperatura (31°) 
Tuffate le palline di mandorle nel cioccolato, prelevatele con due forchettine lasciando colare il cioccolato in eccesso e disponetele su un foglio di carta forno ad asciugare in un luogo fresco. 
Non metteteli mai in frigorifero, lo sbalzo di temperatura potrebbe fare affiorare il burro di cacao rovinando l'estetica dei cioccolatini.
Se avete temperato bene il cioccolato il vostro involucro, una volta solidificatosi, sarà lucido e croccante.


E visto che non c'è bacio senza messaggio d'amore e che la sfida mi obbliga anche a questo (e sottolineo l'obbligo....) vi riporto una delle mie frasi preferite dal libro "le petit prince" nella sua lingua originale:






che vuol dire: "se qualcuno ama un fiore di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle questo basta perché sia felice quando le guarda".
E' vero, l'amore rende unico l'oggetto del proprio sentimento.
Tanti baci a tutti!

Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio



domenica 15 febbraio 2015

Food Camp e Identità Golose: nuove amicizie, tante emozioni

Il mio blog è nato così, per caso, senza un obiettivo preciso, inizialmente solo per avere un archivio ordinato delle mie ricette e condividerle più facilmente con gli amici che me le chiedevano.
Poi si è trasformato in qualcosa di più e grazie al blog ho conosciuto persone appassionate come me, con cui mi confronto giornalmente, che mi arricchiscono con le loro diversità e con alcune delle quali sono nate bellissime amicizie. Fina, Stefania e Ornella ne sono un esempio.
Quando ho saputo che sarei partita con loro per una full immersion di 48 ore mi sono sentita come una liceale in procinto di partire per il viaggio d'istruzione. Stessa felicità, stessa eccitazione. 
Il primo giorno al Food Camp ho finalmente dato un volto a tante persone che fino a quel momento erano state soltanto un profilo su fb o un bel post su un blog.  Le presentazioni, gli abbracci, i sorrisi, i racconti di sè... La bella sensazione di conoscerle da sempre.
Prima fra tutti Paola Sucato che ringrazio per il grande impegno e la passione con cui ha organizzato questa giornata dedicata all'approfondimento di tanti argomenti, dalla gestione del blog alla fotografia, dalle recensioni gastronomiche, al foodstyle.... il tutto condito dai profumi e sapori  
thai di Vatinee e da quelli mediterranei di Diego Rossi (fantastica la sua mormora) nella splendida cornice di  Ryuchef (ad avercela una struttura così a Palermo...) 

Il giorno dopo, la mia prima esperienza a Identità Golose, il congresso internazionale di chef organizzato da Paolo Marchi, alla sua undicesima edizione. 
I temi trattati quest'anno, incentrati sul leitmotiv "Una Sana Intelligenza" non potevano essere più "giusti", più in linea con il mio percorso culinario.
Da qualche tempo infatti ho un approccio diverso alla cucina, più consapevole, cerco di scegliere con cura le materie prime, ho ridotto il consumo di proteine animali, cerco di sperimentare tipi di cottura che rispettino il più possibile le proprietà nutrizionali dei cibi, cucino spesso, per scelta, senza glutine e vado alla ricerca di prodotti sempre nuovi per variare il più possibile l'alimentazione quotidiana.  
Un'emozione assaggiare le creazioni gluten free di Loretta Fanella (il suo "dolce risveglio" una poesia) o i piatti vegani di Simone Salvini, che quando parla dei suoi piatti trasmette un tale amore, passione, rispetto per il cibo che...non ho potuto fare a meno di acquistare uno dei suoi libri! 




E poi ancora Simone Tondo con i suoi piatti monocromatici (durante la mia prossima visita a Parigi non mancherò di fargli una visitina) e Cristina Bowerman con il suo omaggio al miele, tanto per citarne alcuni.  


Un giro per gli stand in cerca delle ultime novità e poi un salto alla Moretti per la degustazione della nuova gamma Birra Moretti le Regionali che troveremo a breve sul mercato. Degustazione guidata da Claudio Sadler e Giuseppe Vaccarini delle birre siciliana e toscana. 


Due giorni all'insegna dell'amicizia, della condivisione, alla ricerca di stimoli nuovi. Un abbraccio a tutti gli amici, ora non più virtuali.
All'anno prossimo, spero! =)


lunedì 26 gennaio 2015

canederli carciofi e pancetta

Mai mangiati i canederli e tanto meno cucinati.... L'idea che ne avevo era quello di un piatto poco appetitoso, li immaginavo internamente secchi, compatti..... in una parola, che solo i miei conterranei potranno capire, "inchiummusi"! Ma ho dovuto comunque prepararli per non perdere l'appuntamento con l'MTC e, sorpresa delle sorprese.... SONO BUONISSIMI!!! Altro che "chiummo", sono morbidi, spugnosi, buoni sia in versione asciutta che in brodo.
Li ho fatti con quello che avevo a casa nel rispetto della tradizione che li vuole piatto povero di recupero (in realtà ero in ultra ritardo, il termine stava scadendo, ho aperto il frigo e.... )

Grazie a Monica dunque per avere scelto questa bontà per la sfida di gennaio =)


Per 2 persone:
150 g di pane raffermo tagliato a dadini da un cm (io di semola di grano duro a lievitazione naturale)
1 uovo
100 ml di latte
50 g di pancetta affumicata tritata finemente al coltello
timo, sale, pepe
50 g di parmigiano grattugiato
2 carciofi
uno scalogno
Per il brodo: 1 carota, un gambo di sedano,1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 1/2 cipolla, sale.




Mettete il pane in una ciotola e bagnatelo con l'uovo leggermente battuto con il latte. Mescolate bene e lasciatelo così per almeno venti minuti.
Preparate il brodo facendo bollire per circa mezz'ora le verdure in abbondante acqua. Alla fine salate e filtrate.
Impastate bene con le mani il pane aggiungendo una presa di sale, un pizzico di pepe, le foglioline di un rametto di timo e la pancetta.
Il composto sarà leggermente colloso.
Con le mani umide formate delle palline dal diametro di 4 cm circa compattandole bene. Ne verranno circa 16.
Pulite e affettate lo scalogno e i carciofi. Cuoceteli con qualche mestolo di brodo vegetale.
Cuocete i canederli nel brodo in leggera ebollizione per 5'. 
A questo punto potete gustarli in brodo, aggiungendo sul fondo del piatto i carciofi  



oppure tirarli su con un mestolo forato e condirli con i carciofi ridotti in purea con un frullatore ad immersione.
In entrambe le versioni completate con un filo di olio e.v.o. e del prezzemolo tritato.


Questo l'interno del canederlo! 

 Buon appetito!!

Con questa ricetta partecipo all'MTC di gennaio 


domenica 11 gennaio 2015

orzo e lenticchie rosse

Cereali e legumi, il mio abbinamento preferito!




Per due persone:
100 g di orzo perlato
100 g di lenticchie rosse decorticate
mezza cipolla
un pezzetto di zenzero fresco (4 cm)
1 piccolo peperoncino (opt)
un mazzetto di menta fresca
sale
olio e.v.o.

Sciacquate bene l'orzo e le lenticchie poi mettetele in pentola con lo zenzero e la cipolla grattugiata, il peperoncino tritato e il sale. Coprite con acqua a filo e cuocete a fuoco basso e con coperchio per circa 20'. Aggiungete dell'acqua calda se necessario.
Alla fine tritate una ventina di foglie di menta e aggiungetele alla zuppa con un filo d'olio prima di servirla.