venerdì 4 settembre 2015

sorgo e gombo al curry

Ben ritrovati!!!
Lo so che può sembrare una follia ma tornare dalle vacanze nella mia casetta, le mie mille cose da fare con i ritmi serrati dalla mattina alla sera  mi ha fatto un grande piacere. 
L'ozio estivo non fa per me. Quest'anno poi abbiamo sofferto il caldo in maniera particolare e io odio il caldo. Mi aveva tolto anche la voglia di cucinare.
Torno oggi con una doppia novità: il sorgo e il gombo, entrambi scoperti da pochissimo e che ho voluto riunire in un unico piatto, speziato, come piace a me!
Il sorgo è un cereale, quinto per importanza dopo il mais, il riso, il frumento e l'orzo. 
Devo confessare la mia ignoranza, fino a pochi mesi fa non ne conoscevo neppure l'esistenza fino a quando da Eataly a Milano, dove ci trovavamo in occasione di identità golose,  mi è stato "presentato" dalla mia grande ispiratrice di ricette gluten free, la mitica forno star
Si, perchè il sorgo è anche senza glutine. Ha un'alta percentuale di fibra, una modesta quantità di proteine (contiene alcuni aminoacidi essenziali ma non la lisina, per cui sarebbe bene associarlo ai legumi), contiene ferro, calcio, potassio, vitamine B3 ed E e antiossidanti naturali. Tutte buone ragioni per usarlo in alternativa ai cereali più conosciuti ed utilizzati
Ne avevo dimenticato l'esistenza (in effetti non è molto diffuso) fino a quando me lo sono ritrovato davanti, tra i tanti cereali da Negozio leggero e non ho resistito! 


Il gombo invece,è una pianta facente parte della famiglia delle Malvacee, simile agli Ibischi. Viene coltivata nei paesi caldi ed è molto utilizzata nella cucina africana, indiana e cajun, oltre che in quella rumena, turca e giapponese. In ogni paese è conosciuto con nomi diversi (bame, okra, bamya....)
L'ho sempre visto al market indiano dove acquisto abitualmente riso e spezie. Ieri mi sono decisa a provarlo. Già al taglio noterete che contiene una sostanza un po' gelatinosa. Non vi lasciate impressionare. E' buonissimo e al palato non si sente completamente. Sceglieteli piccoli, saranno più teneri.
La base è un semplice curry. L'insieme è delizioso!



Per due persone:

150 g di sorgo
10-15 gombo
1 cucchiaino di curcuma in polvere
un cucchiaino di cumino in polvere
una piccola cipolla bianca
uno spicchio d'aglio
un piccolo peperoncino piccante
2-3 cm di zenzero fresco
i semi di 4 bacche di cardamomo
sale
2 cucchiai di olio e.v.o.
il succo di mezzo lime

Cuocete il sorgo in abbondante acqua salata per 25'-30'.
Nel frattempo affettate finemente la cipolla, tritate l'aglio e il peperoncino, grattugiate lo zenzero.
In una padella capiente (dovrà contenere anche il sorgo) scaldate l'olio e aggiungete la curcuma, il cumino e i semi di cardamomo pestati. Lasciateli tostare per un minuto poi aggiungete l'aglio, la cipolla, i peperoncino e lo zenzero. Salate, abbassate la fiamma e coprite con un coperchio.
Lasciate cuocere a fuoco dolce fino a quando la cipolla sarà appassita. 
Nel frattempo lavate i gombo, spuntate le estremità e tagliateli a fettine alte un cm.
Aggiungeteli in padella, alzate la fiamma, cuocete a fuoco vivo un minuto e poi aggiungete un bicchiere d'acqua. Cuocete con coperchio per 10'.
Scolate bene il sorgo e passatelo in padella. Lasciate insaporire un paio di minuti.
Servite se volete con una spruzzata di succo di lime (io l'ho assaggiato senza e con. Buono sempre!!)

Rieccomi al 100% Gluten Free(Fri) Day





mercoledì 22 luglio 2015

gnocchetti di "nero delle madonie" con perine estive e ricotta salata

Visto che da poco ho postato sulla mia pagina di facebook un link che spiega cos'è il Kamut che tutti vogliono e tutti cercano, cioè nient'altro che un marchio registrato e una riuscitissima operazione di marketing (se vi interessa leggete pure qui) ne approfitto per ricordarvi che in Italia abbiamo farine spettacolari, di grande qualità, prodotte da grani non modificati, macinate a pietra e che finalmente cominciano ad andare anche loro (e non solo il Kamut) "di moda" (perchè purtroppo o per fortuna per spingere la gente a consumare prodotti di qualità, a volte ci vuole anche questo).
Con una meravigliosa farina "nero delle madonie" ho preparato questi gnocchetti, semplicissimi nell'esecuzione che mi hanno permesso di utilizzare in maniera insolita delle perine appena raccolte dall'albero di un'amica.


Per due persone:
200 g di farina integrale (io nero delle madonie)
100 g circa di acqua tiepida
sale
8 perine estive
4 cucchiai di ricotta salata grattugiata
2 cucchiai di pistacchi
pepe nero
qualche fogliolina di menta
olio e.v.o.

Impastate a lungo la farina con l'acqua e un pizzico di sale fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico. Lasciatelo riposare sotto ad una ciotola capovolta  per mezz'ora.
Trascorso questo tempo infarinate il piano di lavoro e dividete l'impasto in  quattro parti. 
Da ognuna ricavate un cordoncino che abbia il diametro di una matita. 
Tagliatelo in piccoli pezzi, quanto la falange di un mignolo circa, poi rotolate ogni gnocchetto sui rebbi di una forchetta imprimendo  una certa pressione con il pollice in modo da creare un incavo sul quale lo gnocchetto si richiuderà (spero che dalla descrizione e dalla foto si capisca).



Sbucciate le perine e riducetele a dadini
Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e appena l'acqua bolle cuocete gli gnocchetti per 5'.
Mettete sul fuoco una padella con un filo d'olio e quando sarà caldo aggiungete i dadini di pera, lasciateli rosolare per un paio di minuti, salateli leggermente, poi con un mestolo forato trasferite gli gnocchetti in padella, aggiungete la metà della ricotta salata, un mestolino di acqua di cottura degli gnocchetti (se necessario anche un po' di più) e saltateli a fuoco vivace affinchè si formi con il formaggio una cremina che leghi il tutto.
Trasferiteli nei piatti e aggiungete qualche fogliolina di menta fresca spezzettata, il pepe nero e i pistacchi tritati grossolanamente.
Servite immediatamente!
Se volete preparare gli gnocchetti in quantità potete cucinarli per 4', scolarli bene e lasciarli asciugare e raffreddare su un canovaccio. Poi disponeteli su un vassoio con carta forno in unico strato e congelateli
Quando saranno congelati, trasferiteli in un sacchetto adatto alla congelazione. 
Basterà poi buttarli un minuto in acqua bollente direttamente dal freezer e condirli.



venerdì 3 luglio 2015

zuppe fredde per l'estate: anguria, pomodoro e cipolla rossa - melone, cetriolo e zenzero

E' cominciato il caldo caldissimo e ho voluto sperimentare due zuppe fredde da gustare come entrée di un leggero pasto estivo.
Fresche e salutari, la prima dal sapore più deciso, quasi un gaspacho, la seconda più delicata. 
Fatele seguire da un piatto unico, come del basmati in bianco con un trancio di pesce al cartoccio o al vapore oppure con del pollo al curry e servitele a piacere con crostini croccanti di pane o con l'aggiunta di semi oleosi (semi di zucca, semi di girasole....)

Zuppa di anguria e pomodoro




a persona:

100 g di polpa di anguria privata dai semi
100 g di pomodorini pachino mondati
10-15 g di cipolla rossa
un cucchiaio di olio e.v.o.
1 cucchiaio di aceto di vino rosso
1/2 peperoncino piccante
sale q.b.
menta fresca

Frullate tutti gli ingredienti e servitela ben fredda con foglioline di menta fresca.


zuppa di melone e cetriolo




a persona: 
100 g di melone
100 g di cetriolo (sbucciato)
1/2 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
la scorza e il succo di 1/2 lime
sale e pepe nero q.b.

Frullate tutti gli ingredienti e servite ben freddo con la scorza del lime grattugiata.



Oggi è il 100% Gluten Free(Fri)Day

lunedì 29 giugno 2015

granita di amarene

Giuro che è l'ultima ricetta con le amarene (almeno per quest'anno...) ma con questo caldo cosa c'è di più buono di una granita con la brioche? Un po' di amarene mi sono rimaste e ho fatto si la granita ma mi mancano le brioches. 
Sono disponibile ad una permuta. Mi raccomando però, che siano col "tuppo" se no che brioches sono?




300 g di amarene denocciolate
300 g di acqua
150 g di zucchero
30 g di vodka

Preparate lo sciroppo facendo bollire per qualche minuto acqua e zucchero. Lasciatelo intiepidire poi frullatelo bene insieme alle amarene e alla vodka. 
Versate il composto in un contenitore basso e largo e riponete in freezer. 
Dopo un paio d'ore mescolatelo Ripetete l'operazione ogni due ore con una forchetta.
Servite la granita con una morbida brioche!



venerdì 26 giugno 2015

riso venere con salmone fresco, fagiolini e salsa alle amarene

Le amarene di Erina sono state una grande ispirazione. Dopo la composta preparata per condire il goloso hamburger in versione agrodolce della sfida MTC di giugno, ri-eccole nel condimento di questo piatto unico estivo.




per 2 persone:

100 g di riso venere
200 g di salmone in filetti (già spinato e diliscato)
100 g di fagiolini mondati
100 g di amarene snocciolate
4 cucchiai di olio e.e.v.
sale e pepe nero
il succo di un lime

Salate e pepate i filetti di salmone, irrorateli con il succo del lime e infornateli in forno già caldo a 180° per 15'.
Cuocete il riso venere in abbondante acqua salata per 35' circa. Scolatelo e lasciatelo raffreddare. (Io lo raffreddo velocemente sotto l'acqua fredda del rubinetto. In questo caso ricordatevi di aggiungere più sale nel condimento).
Cuocete i fagiolini per 5' in acqua bollente salata. Scolateli e, se volete mantenerne il colore vivo, raffreddateli velocemente in acqua e ghiaccio o sotto il getto dell'acqua fredda. Poi tagliateli in piccoli pezzi.
Frullate le amarene e passate la purea ottenuta al setaccio fine.
Emulsionate, battendo con una forchetta il succo delle amarene con l'olio, un pizzico di sale.
Componete il piatto, disponendo il riso sul fondo, il salmone ridotto in pezzi, i fagiolini e irrorate col condimento all'amarena.
Buon appetito!!
Se siete a dieta ricordatevi di ridurre il quantitativo d'olio...

Oggi è venerdì!!



mercoledì 24 giugno 2015

hamburger con uvetta, composta di amarene, formaggio di capra e rosti di patate

L'MTC colpisce ancora. Nonostante i 1000 impegni di questo inizio d'estate non potevo esimermi dal partecipare alla sfida del mese di giugno lanciata da Arianna: The American burger!
Ho pensato ad infinite varianti, di pesce, di verdure, di legumi.....poi ho ceduto al più classico dei burger, quello di manzo. Evvabe'....la fantasia mi ha abbandonato. Sarà questo caldo arrivato all'improvviso, saranno i tanti pensieri.
Spero vi accontenterete. 
Così come è stato per i muffin alle ciliegie dedicati alla meravigliosa Rosa che mi ha fatto dono dei frutti del suo albero, questa ricetta è il mio primo ringraziamento a Erina per le sue deliziose amarene.





Per 10 buns (i panini morbidi da hamburger):

250 g di farina manitoba
250 g di farina di rimacino
300 g di latte
20 g di zucchero
10 g di strutto
10 g di sale
20 g di lievito madre disidratato
2 cucchiaini di miele

Per il procedimento vi rinvio alla ricetta dettagliata di Arianna. Io mi sono limitata a sostituire la farina 00 con quella di rimacino e aumentare un po' il quantitativo d'acqua perchè il mio mix di farine me lo ha richiesto. Con queste dosi ne verranno 9 da 90 g circa.
E per la formatura dei panini ho seguito il metodo dei panini al vapore . (le foto vi chiariranno le idee spero)

Dosi per un panino:
60 g di carne di manzo macinata (i miei panini non sono molto grandi)
5 g di uvetta
sale e pepe
Impastate la carne con l'uvetta e condite con sale e pepe.

Per la composta di amarene:
50 g di amarene (già snocciolate)
un cucchiaino di miele
Cuocete le amarene con il miele e un pizzico di sale fino a quando l'acqua sarà evaporata e la composta addenserà.

Per il rosti di patate:
una patata da circa 120 g.
sale, pepe, rosmarino fresco
10 g di burro
Lavate, sbucciate e grattugiate la patata con una grattugia a fori grossi. Salate e pepate. 
Fate sciogliere in un padellino il burro a fuoco dolce, aggiungete il rametto di rosmarino e lasciate insaporire. 
Con un coppapasta formate dei dischetti alti 1 cm pressando bene le patate. Ne verranno due o tre a seconda del diametro che avrete scelto. 
Trasferiteli in padella e cuoceteli 2' per lato a fuoco dolce con coperchio poi eliminate il rosmarino, aumentate la fiamma, togliete il coperchio e cuocete ancora 1' per lato affinchè si formi una crosticina dorata su entrambi i lati.

per completare:
qualche foglia di lattughino
una fetta sottile di formaggio di capra semi stagionato (io ne ho scelto uno sardo)

Tagliate il panino a metà, sistemate il lattughino, a seguire l'hamburger, il formaggio e infine la composta di amarene. Gustatevelo con i rosti di patate e una buona birra artigianale o un bicchiere di vino. A voi la scelta!





Il mio panino è rimasto al forno un paio di minuti di troppo ma era morbidissimo e buonissimo comunque. Una parte dei panini li ho congelati e poi scongelati a temperatura ambiente. Deliziosi!

lunedì 22 giugno 2015

cous cous profumato al basilico con capperi e mandorle

La mia prima versione in assoluto di cous cous freddo. Quella che ho riproposto agli amici decine e decine di volte prima di capire che forse era ora di cambiare.... 
Mi è tornato in mente dopo tanto tempo, per una bella occasione, una degustazione di cous cous organizzata da un negozio di prodotti biologici a Palermo: Bioputia.
Ho cucinato 7,5 kg di cous cous. Si, settechiliemezzo!!! Una follia! Un'enormità! Un quantitativo pazzesco che però, a dispetto delle previsioni, è andato via quasi del tutto. 
E questo, al basilico, è stato in assoluto il più apprezzato insieme alle polpette di cous cous e melanzane 
Al secondo posto sul podio la versione con uvetta, carote e zenzero (che trovate qui sul blog fatta col miglio) e al terzo un cous cous dal gusto un po' più deciso con verdure di stagione, aglio e peperoncino!
Se avete voglia di cous cous estivo ora avrete l'imbarazzo della scelta!



Per due persone:
150 g di cous cous precotto
180 g circa di acqua
un mazzetto di basilico
4 cuchiai di olio e.v.o.
2 cucchiai di aceto di mele
2 cucchiai di succo di limone
2 cucchiai di capperi ben dissalati
una ventina di mandorle pelate e tostate
dieci pomodori ciliegino o datterino
sale q.b.

Disponete il cous cous in una ciotola dal fondo largo, salatelo e bagnatelo con 2 cucchiai di olio. Strofinatelo bene con le dita in modo che l'olio rivesta i chicchi.
Portate l'acqua a ebollizione e versatela sul cous cous. Coprite e lasciate gonfiare 3'. Sgranate bene con una forchetta e coprite di nuovo.
Nel frattempo frullate il basilico con l'olio rimasto, l'aceto, il succo di limone e un pizzico di sale. Quando il cous cous sarà ormai tiepido, sgranatelo ancora e conditelo con la salsa al basilico, aggiungete i capperi, i pomodorini tagliati in quartini e infine le mandorle tritate grossolanamente.

Se volete, alla salsa potete aggiungere anche menta ed erba cipollina. Sarà ancora più profumato.

venerdì 12 giugno 2015

crumble al mango e pepe sichouan

Non sono un'amante dei dolci  eppure in questo periodo ne preparo in quantità e li mangio pure. Vorrà dire qualcosa? 
Oggi un crumble fresco, leggermente speziato, senza glutine e facile da preparare. Se non trovate il mango aspettate che arrivino le pesche gialle, profumate e succose e preparatelo con quelle.




Per 4 crumble:
1 mango (300 g di polpa)
un lime
un cucchiaino di pepe sichouan
80 g di mandorle macinate (o farina di mandorle)
40 g di fecola di patate
60 g di burro
un pizzico di sale
40 g di zucchero di canna

Sbucciate il mango e tagliatelo a dadini, grattugiate la buccia del lime e spremetelo. Mescolate il mango con il succo, la scorza del lime e il pepe sichouan. 
Preparate il crumble: tagliate il burro in piccoli pezzi e in una ciotola mescolatelo, strofinando con la punta delle dita, con farina, zucchero e sale fino ad ottenere delle briciole.
Dividete il mango in 4 cocottine da forno, coprite con le briciole e infornate a 200° per circa 15'.
Potete prepararli in anticipo (anche il giorno prima) e teneteli in frigo fino al momento di infornarli. 
Serviteli appena tiepidi. Non caldi perché non sentireste i sapori e il crumble risulterebbe troppo morbido.


Questa ricetta è il mio contributo al 100% Gluten Free(Fri)Day!

mercoledì 10 giugno 2015

focaccia di ceci

Avevo già provato con successo ad inserire i legumi nei lievitati, preparando un'ottima focaccia alle lenticchie.
Oggi ho provato con i ceci. La focaccia è sofficissima e gustosa, non ci sono parole......


per una teglia 35 cm x 25 cm:

300 g di farina di grano tenero macinata a pietra
150 g di ceci già cotti
250 g di acqua
6 g di sale fino
3 cucchiai di olio e.v.o. 
10 g di lievito madre disidratato oppure 5 g di lievito di birra fresco

Frullate i ceci con 150 g di acqua. Setacciate la farina e mescolatela nella ciotola dell'impastatrice con il lievito disidratato (se usate quello fresco scioglietelo in poca acqua presa dal totale).
Montate la foglia e impastate a lungo, aggiungendo prima la crema di ceci e poi l'acqua, poca alla volta. Alla fine aggiungete il sale e l'olio. Ogni tanto, con una spatola ripulite i bordi della ciotola e ribaltate l'impasto.
Dovrete ottenere un impasto molto morbido, come una pastella densa.
Lasciatelo lievitare nella ciotola per un paio d'ore poi riversatelo nella teglia ben unta di olio.
Con le mani unte stendete l'impasto fino a ricoprire tutta la superficie.
Coprite e lasciate lievitare 40'.
Irrorate con olio, con i polpastrelli create delle fossette e cospargete con fleur de sel (o sale grosso) e rosmarino fresco.
Infornate in forno ben caldo a 225° per 15'.
Sfornate la focaccia e cercate di resistere alla tentazione di mangiarla tutta subito (se dovete offrirla a qualcuno, in caso contrario....)


Gustatela calda o appena tiepida. Se la preparate in anticipo scaldatela leggermente in forno (non al microonde mi raccomando).
La prossima volta proverò a dare le pieghe dopo la prima lievitazione. Questa volta non ci ho pensato. Sono certa che la struttura migliorerà nettamente.

lunedì 8 giugno 2015

Plumcake alle ciliegie

Fatto due volte in una settimana. La prima volta un esperimento ben riuscito ma con qualche pecca. 
Non avevo azzeccato le quantità e l'eccesso di impasto nello stampo lo ha fatto si gonfiare ma con poco slancio, avevo dimenticato di infarinare le ciliegie e sono andate tutte al fondo, la parte inferiore era rimasta un po' umida...nonostante tutto buonissimo, così come lo avevo immaginato.
L'intenzione di rifarlo però c'era, avevo ancora un paio di fette di quello precedente e quindi lo avevo messo in programma per la settimana seguente ma poi un'amica mi ha fatto avere una piccola cassetta di ciliegie appena raccolte da lei in campagna..... Potevo aspettare??? Mi sono precipitata in cucina a prepararne un altro.
Grazie Rosa!! Regalo graditissimo!


per uno stampo lungo 30 cm e largo 10:
3 uova
150 g di zucchero semolato
un cucchiaino di cremor tartaro
un pizzico di sale
150 g di farina
75 g di olio di semi di girasole
115 g di acqua
la buccia grattugiata di un lime (o limone)
300 g di ciliegie
farina per infarinare le ciliegie e lo stampo.


Snocciolate le ciliegie, tagliatele a metà (intere sono troppo pesanti e vanno a fondo anche se infarinate) e cospargetele in un colapasta con poca farina , eliminando l'eccesso.
In una ciotola mescolate la farina, 100 g di zucchero, il sale e la buccia del lime. Aggiungete poco alla volta l'acqua e l'olio e sempre mescolando i tuorli.
In un'altra ciotola montate a neve gli albumi con 50 g di zucchero e il cremor tartaro.
Amalgamate delicatamente gli albumi al primo composto e infine le ciliegie.
Imburrate e infarinate lo stampo e versate il composto.
Infornate in forno caldo a 175° per 35' circa.
Sfornatelo e sformatelo delicatamente su una gratella (sotto lasciate uno spazio libero di almeno 10 cm)  in modo che possa raffreddare senza che il vapore si concentri sul fondo.

Spero di aggiungere presto le foto del plumcake rifatto seguendo tutti gli accorgimenti perché il secondo è volato via prima che riuscissi ad immortalarlo. La foto si riferisce al primo esperimento.
Mi toccherà rifarlo. Che sacrificio!!
Intanto godetevi la foto dei muffins. Li ho appena sfornati. Con la stessa dose ne vengono 12. Cuoceteli 15' a 175° dopo avere versato l'impasto direttamente nei pirottini di carta, inseriti nell'apposita teglia. Le ciliege le ho aggiunte alla fine, a mucchietti.



venerdì 5 giugno 2015

insalata di riso rosso con anguria e feta

Avevo già provato questo abbinamento l'anno scorso ma non avevo postato la ricetta anche perché avevo fatto una foto terrificante che non meritava di essere pubblicata. 
Qualche giorno fa ho visto le prime angurie e non ho resistito alla tentazione di acquistarne una, piccola piccola. 
Io e la mia fretta di anticipare l'estate...sinceramente non era buonissima, non è ancora il periodo giusto. 
Vi consiglio quindi di aspettate ancora un po' ma tenete la ricetta in evidenza perché ne vale proprio la pena, è un piatto freschissimo e con un bel contrasto di sapori.


Per due persone:
140 g di riso rosso
80 g di feta greca
150 g di anguria (al netto di buccia e semi)
sale
pepe
menta fresca
3 cucchiai di olio e.v.o.
il succo di un lime

Cuocete il riso in abbondante acqua per circa 30'-35'.
Scolatelo, raffreddatelo sotto il getto dell'acqua fredda e lasciatelo scolare bene.
Preparate il condimento: in una ciotola battete olio, succo di lime, una presa di sale e di pepe e condite il riso.
Tagliate feta e anguria a cubetti e aggiungeteli al riso.
Completate con la menta spezzettata.

Se volete utilizzare la parte bianca della polpa che normalmente si butta via, provate a marinarla. Trovate la ricetta qui, è deliziosa!


Se vi piace il riso rosso date un'occhiata anche a queste ricette:



Questa è il mio contributo al 100% Gluten Free Fri(Day)


giovedì 4 giugno 2015

polpette di cous cous e melanzane

Un modo diverso di utilizzare il cous cous in deliziose polpettine da gustare all'ora dell'aperitivo o da servire per un pranzo leggero accompagnate da un'insalata.
Facili da preparare, si prestano ad infinite varianti. Ho trovato perfetto l'abbinamento alle melanzane che le rendono particolarmente morbide. Le ho grigliate perché adoro il sapore leggermente affumicato ma se preferite potete cuocerle anche al forno.




Per 30 polpettine:

100 g di cous cous
1 melanzana tonda
un uovo intero
3 cucchiai di caciocavallo grattugiato
sale, pepe nero
menta fresca
olio e.v.o.

Sbucciate la melanzana, affettatela non troppo sottile, salate le fette e lasciatele spurgare un'ora in un colapasta.
Fate bollire 150 ml di acqua con un cucchiaino di sale e versatelo sul cous cous in una ciotola che possa contenere tutti gli ingredienti. 
Coprite, dopo 5' sgranate bene con una forchetta e poi coprite di nuovo di modo che possa gonfiare bene con il calore residuo.
Strizzate le fette di melanzana e grigliatele in una piastra oppure in una padella antiaderente. 
Lasciatele raffreddare e poi strizzatele ancora (per avere un'idea, la polpa della mia melanzana, dopo essere stata cotta e strizzata pesava 250g) poi tritatele finemente al coltello e unitele al cous cous.
Aggiungete l'uovo, il formaggio, la menta tritata e un po' di pepe. Impastate bene con le mani, assaggiate e regolate se necessario il sale. 
Lasciate riposare in frigorifero (potete preparare l'impasto anche il giorno prima) e poi, con le mani leggermente unte d'olio formate delle polpettine che disporrete su una teglia rivestita con carta forno.
Infornate a 200° per 10'. Gustatele tiepide o a temperatura ambiente.








mercoledì 3 giugno 2015

torta di rose o treccione? Melanzane fritte per un soffice e goloso pane ripieno

Rubare le melanzane appena fritte alla mamma mentre lei è ancora davanti ai fornelli (facendola arrabbiare non poco) è una di quelle monellerie a cui non si può resistere. 
Quando siamo insieme alla casa al mare ogni scusa è buona per friggere melanzane, per la parmigiana, per la caponata o semplicemente per completare un piatto di pasta con la salsa di pomodoro fresco. Abitudini, profumi, sapori estivi che si ripetono uguali ogni anno.
Il massimo poi è metterle ancora calde dentro al pane appena sfornato.
Anticipando un po' i tempi vi propongo oggi un pane ripieno di melanzane fritte, ideale per un picnic, un aperitivo, un brunch, un pranzo in riva al mare, una merenda....per ogni ora!
A voi la scelta poi se formare una torta di rose o un treccione!

 Per una torte di rose (30 cm di diametro):



500 g di farina di grano tenero per pane
325 g di acqua
10 g di lievito di birra
2 melanzane tonde di media grandezza
un mazzetto di basilico
6 cucchiai di parmigiano grattugiato
pepe nero
olio e.v.o.
2 cucchiaini di sale
1 uovo per spennellare il treccione
semi di papavero

Tagliate le melanzane in cubi di circa 3 cm, salateli e lasciateli spurgare in un colapasta.
Sciogliete il lievito in poca acqua presa dal totale. 
Setacciate la farina e cominciate ad impastare, a mano o nella planetaria, aggiungendo poco alla volta l'acqua. Prima quella in cui avrete sciolto il lievito, poi tutto il resto.
Con l'ultima acqua aggiungete il sale. Continuate ad impastare e aggiungete due cucchiai di olio d'oliva. Alla fine l'impasto dovrà presentarsi liscio ed elastico, non appiccicoso.
Lasciatelo lievitare dentro ad una ciotola pulita coperta con della pellicola.
Friggete le melanzane in olio e.v.o. bollente, scolatele e tenetele da parte.
Quando l'impasto avrà raddoppiato il suo volume (un paio d'ore), rovesciatelo su un piano di lavoro leggermente infarinato, dividetelo in due parti e stendetele col mattarello in modo da ottenere due strisce larghe circa 10 cm e lunghe 50.
Su ogni striscia disponete le melanzane, abbondante basilico tritato, il parmigiano e una presa generosa di pepe.
Arrotolate nel senso della lunghezza le due strisce cercando di stringere dentro il ripieno. Vedrete che a mano a mano che lo arrotolate l'impasto, si allungherà un po'. Otterrete così due salsicciotti piuttosto lunghi. 
Tagliateli in tronchetti alti 4 cm circa e disponeteli uno accanto all'altro nella teglia che avrete precedentemente oliato.
Coprite la teglia e lasciate lievitare 40' poi infornate in forno già caldo a 200° per 25' circa.

Se preferite realizzare un treccione  (circa 40 cm) la dose è la stessa.



Dopo la prima lievitazione, dividete l'impasto in tre parti e stendetele con il mattarello in modo da ottenere tre strisce lunghe 40 cm e larghe 10.
Procedete come per la torta di rose ma dopo avere formato i tre salsicciotti intrecciateli come fareste per una normale treccia a tre capi. 
Ripiegate le estremità sotto al treccione e trasferitelo sulla leccarda del forno rivestita con carta forno.
Lasciate lievitare un'ora e poi spennellate con uovo battuto e cospargete con semi di papavero o se preferite di sesamo.
Infornate per 25'-30' a 200°.
Entrambe le versioni si gustano tiepide. Potete prepararli in anticipo e scaldarli all'ultimo momento. Potete anche cuocerli e congelarli una volta freddi. Al momento di consumarli li lascerete scongelare a temperatura ambiente e po li scalderete leggermente in forno.

lunedì 1 giugno 2015

Più legumi per tutti!! Oggi insalata con germogli di lenticchie


La settimana non poteva iniziare nel modo migliore. 
Dopo un lungo periodo di ozio ho finalmente ripreso l'attività fisica con una bella camminata in riva al mare, tempo magnifico, buon umore e regalo graditissimo e inaspettato da un'amica speciale: una cassetta di ciliegie appena raccolte (pumcake già sfornato!!).
Ed è per questo che oggi, per cominciare bene la settimana anche dal punto di vista alimentare, non vi do una ricetta ma solo un piccolo consiglio (e non è la prima volta) che spero accetterete: ricordate di mangiare più spesso legumi, sono buonissimi, ce n'è una tale varietà da poter cambiare ogni giorno ricetta, fanno bene perchè sono un'ottima fonte di proteine, sali minerali e fibre e se li consumassimo almeno 3-4 volte a settimana (anche se sarebbe auspicabile un consumo quotidiano) magari associati ai cereali, il nostro organismo ci ringrazierà!! 
Allora, se col caldo non avete più voglia delle classiche zuppe, consumateli comunque in ricche insalate, in deliziose creme fredde, oppure fateli germogliare, vi assicuro che è facilissimo e sono buonissimi.



Quando ho preparato questa insalata andavo di fretta e mi sono limitata a mettere insieme in 5' quello che avevo: funghi champignon, pomodoro, cetriolo, mandorle tostate, mirtilli disidratati e germogli di lenticchie. L'ideale sarebbe stato aggiungere un pugnetto di orzo, di farro o di riso lessati ma non avevo il tempo di prepararli e lasciarli raffreddare! 
Per condirla ho usato semplicemente olio e.v.o., aceto di mele e un pizzico di sale
La ricetta per preparare i germogli la trovate qui e se è solo la fantasia che vi manca e avete bisogno di qualche idea potete trovare tutte le mie ricette con legumi qui.


Buona settimana a tutti!!

domenica 24 maggio 2015

chiffon cake fragole e lamponi

Voglia di dolcezze e tenerezze in questo fine settimana dal tempo incerto. 
Mi sono regalata una "sofficiosa" (è così che la chiamano da sempre le mie amiche), una delle torte preferite dai miei figli e dai miei amici e che non facevo da tantissimo tempo. 
Non c'era compleanno dei bambini senza una "sofficiosa di Ale", leggermente aromatizzata all'arancia, al limone, con le gocce di cioccolato..... Oggi vestita di rosso, con fragole e lamponi.
Buona domenica a tutti! <3


270 g di zucchero semolato
270 g di farina 00
2 cucchiaini di lievito in polvere
un pizzico di sale
un cucchiaino di estratto di vaniglia
6 uova XL
125 ml di olio di semi di girasole
175 ml di acqua
1 cucchiaino di cremor tartaro
un cestino di lamponi
un cestino di fragoloni
2 cucchiai di granella di zucchero

In una ciotola mescolate la farina e il lievito setacciati, lo zucchero, il sale. 
Aggiungete olio, acqua e vaniglia, poi, mescolando bene, i tuorli.
Montate a neve molto ferma gli albumi con il cremor tartaro e amalgamateli delicatamente con una spatola all'impasto precedente.
Alla fine incorporate i frutti rossi. Le fragole se grosse andranno tagliate a metà o anche in quarti. A questo punto, visto che la torta ce la siamo già bell'e mangiata posso dire che dal punto di vista del sapore così com'è è strepitosa, dal punto di vista estetico, i lamponi dopo la cottura mantengono colore e forma decisamente meglio delle fragole quindi, se tenete maggiormente all'aspetto estetico (e se vi piacciono) potete inserire solo lamponi raddoppiando la dose ovviamente.
Versate il composto in una teglia da chiffon cake. Mi raccomando non imburratela nè infarinatela.
Cospargete la superficie con la granella di zucchero e infornatela in forno già caldo a 150° per 70'.
Sfornatela e lasciatela raffreddare a testa in giù. Se il vostro stampo non ha i piedini come il mio, inseritelo in una bottiglia dal collo lungo.
Una volta fredda, sformatela, staccandola delicatamente dai bordi con una spatola sottile.



Qui trovate la versione speziata!